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IC Polo 3 “P. Ingusci”
IC Polo 3 “P. Ingusci”
Paesaggi didattici flessibili: la scuola apre i suoi spazi alla città
- Luogo
- Nardò, Italia
- Tipologia
- Educazione
- Anno
- 2023 - 2026
- Stato
- Completato
- Dimensioni
- 7.100 mq
- Collaboratori
- Archistart Studio
- Attività
- Progettazione ARC - STR - MEP
- Premi
- Concorso Futura - PNRR: Progetto Vincitore
Descrizione
Vincitore del concorso PNRR Scuola Futura, il progetto per la Nuova Scuola Secondaria di primo grado “P. Ingusci” a Nardò reinterpreta il concetto di spazio educativo per dare vita a un autentico Civic Center.
L’intervento rifiuta i volumi monolitici tradizionali a favore di un’architettura dinamica e integrata nel contesto urbano. Se all’esterno la facciata misurata definisce con nitidezza il margine cittadino, all’interno il complesso rivela un’anima accogliente: le diverse funzioni si articolano attorno a un’ampia corte centrale con una grande hall al piano terra, pensata per aprirsi con naturalezza alle attività della comunità.
Gli spazi didattici superano i vecchi schemi a favore della massima flessibilità: aule multimediali e laboratori d’avanguardia si affiancano a classi modulari dotate di balconi protetti, vere e proprie estensioni all’aperto che portano luce e paesaggio nella vita scolastica quotidiana. Il dialogo con il quartiere si rafforza nella palestra condivisa e nella passerella pedonale, progettata per far fluire la rete ciclabile urbana all’interno del lotto, promuovendo una mobilità dolce e integrata.
Classificato nZEB in Classe A4, l’edificio unisce principi bioclimatici ad altissime prestazioni energetiche. La struttura adotta una soluzione mista in cemento armato, legno lamellare e X-Lam, abbinata a pareti in Gas Beton per un isolamento termico ideale. La dotazione tecnologica completa il profilo di sostenibilità dell’opera grazie a un impianto fotovoltaico in copertura, climatizzazione con recupero di calore, illuminazione a LED autoregolante in base alla luce naturale e un circuito dedicato al recupero delle acque meteoriche.
Educazione, architettura e vita collettiva convivono così in un’infrastruttura sociale ecologica, sicura e proiettata verso il futuro.